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Motociclista Texano salva un cane dal maltrattamento e dall’abbandono

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Il musicista Texano Brandon Turnbow mentre era in sella alla sua moto, è stato testimone di una scena orribile: un uomo picchiava violentemente un cane indifeso, sul lato della Highway 171. Brandon, sconvolto, è riuscito ad intervenire salvando il cane. L’uomo che stava maltrattando il cane è scappato. Brandon ha avvolto il cane nella sua giacca e, salito in moto, è tornato a casa con il cane. L’ha chiamato MR. Davidson ed ora è il suo migliore amico, il suo copilota!

fonte: honesttopaw; foto: facebook

Mahe e James insieme anche in ospedale, una storia di profonda amicizia

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foto di Louise Goossens

Questa è una delle foto scattate dalla fotografa Louise Goossens che mostra l’amicizia tra James e Mahe. Le foto pubblicate sulla pagina Facebook dell’Ospedale pediatrico di Wellington stanno facendo il giro del web perché raccontano amore, amicizia e fedeltà.

Siamo in Nuova Zelanda esattamente all’interno di un ospedale ed i protagonisti sono un bambino autistico di 9 anni ed il suo amico a 4 zampe, un labrador di nome Mahe. James si trova in ospedale perché si è sottoposto a una risonanza magnetica, ma per fortuna accanto a lui c’è Mahe che, come ha detto la mamma di James in un’intervista, “Mahe non ha mai perso d’occhio James e sembrava davvero preoccupato”.  Quella di James e Mahe è una amicizia profonda. Per  James il suo cane è fondamentale per vivere tranquillo. Mahe è in grado di rasserenare James, di farlo sentire sicuro e allontana le ansie e le preoccupazioni.  I cani possono aiutare i bambini autisici ad acquistare sicurezza e ad interagire con le altre persone. Mahe è stato addestrato ed ha imparato a restare vicino al suo proprietario, a distrarlo, ad avvisare i membri della famiglia in caso di emergenza.

Il Centro di Ricerca Interazione Uomo-Animale (ReCHAI) dell’Università di Medicina Veterinaria del Missouri (USA), nel condurre un progetto di ricerca ha raccolto questi dati davvero interessanti: nello studio sono stati intervistati 70 genitori di bambini con autismo. Dei quasi due terzi in possesso di un cane, il 94% ha affermato che i loro figli sono inseparabili dai loro cani. Anche nelle famiglie senza cani, il 70% dei genitori ha affermato che ai loro figli piacciono i cani.

Fonte: la repubblica; wisteriablue

 

 

In ufficio con il mio cane

cane in ufficio

In ufficio con il mio cane

Sono fortunata perché Giada può venire spesso con me in ufficio! Ma ancora in tanti uffici non è possibile portare con sé il proprio amico a 4 zampe oppure è possibile portarlo ma in maniera non ufficiale. Secondo gli ultimi studi, portare un cane in ufficio favorisce la produttività dei dipendenti, la collaborazione tra colleghi e riduce lo stress e migliora le prestazioni sul lavoro.

E allora perché non avere accanto il proprio cane in ufficio?

In ufficio con il mio cane dove è possibile? Tra le aziende americane che acconsentono l’ingresso in ufficio anche a cani e gatti vi sono Amazon e Google.

Mars Italia che ha dato il via al Pet Friendly Day: una volta la mese tutti i dipendenti dell’azienda possono portare in ufficio il proprio cane. A Torino un consigliere comunale ha proposto: andare in ufficio portando con sé anche il proprio cane, se adottato in un canile. Un’iniziativa che ha una doppia funzione: svuotare i canili ed  andare incontro a chi vorrebbe adottare un cane, ma rimane indeciso per paura di doverlo lasciare da solo in casa quando è in ufficio. La sede milanese di Google ha aperto le porte alla possibilità di portare in ufficio il proprio cane. I cani sono ammessi in ufficio anche alla Nintendo Italia. L’azienda, in particolare, ha lanciato i cosiddetti “Pet Friday” ossia i venerdì aperti ai cani in cui tutti i dipendenti possono portare con sé il proprio animale domestico. E anche Purina, l’azienda che produce alimenti per animali, da qualche anno ha avviato Pets@work, l’iniziativa che valorizza la relazione fra persone e animali domestici anche sul posto di lavoro. Agli ospiti a quattro zampe è stata dedicata anche la costruzione di una piccola area tutta per loro. Anche l’azienda di Elisabetta Franchi  ha aperto le porte della sua azienda ai cani dei dipendenti. Grazie al progetto “Dog Hospitality”, tutti i dipendenti possono portare con sé al lavoro il proprio cane.

Mi auguro che sempre più aziende capiscano l’importanza per le persone di portare in ufficio il proprio cane e riescano a coglierne il vantaggio produttivo che potrebbe scaturire dalla serenità dei propri dipendenti.

a cura di Federica Ragni

Il nostro odore emoziona il cane

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Il nostro odore emoziona il cane

Vi è mai capitato che il vostro cane vada a sdraiarsi su un vostro indumento? A me succede sempre con Giada, non faccio in tempo a lasciare qualcosa di mio sul letto o sulla poltrona che lei ci va subito sopra.

Il perché è spiegato in un articolo che ho letto su Nathional Geographic: “quando un cane sente l’odore delle persone cui è particolarmente legato, nel suo cervello si attivano le zone dedicate alla percezione del piacere. È quanto afferma uno studio di brain-imaging pubblicato su Behavioural Processes. Secondo Gregory Berns, neuroeconomista della Emory University di Atlanta che ha guidato lo studio, la sensazione che prova l’amico a 4 zampe all’odore dell’ amico umano sarebbe simile a quella di un innamorato che reagisce al profumo della persona amata”. Lo studioso per giungere a questa conclusione ha attuato degli esperimenti, non invasivi, che gli hanno consentito di registrare le attività delle cellule nervose del cervello. Uno studio che è durato tre anni in cui Berns si è concentrato su quelle aree del cervello canino più simili ad alcune del nostro cervello, come ad esempio quelle associate ai meccanismi di azione-ricompensa. Ai  dodici cani, protagonisti dell’esperimento, sono stati sottoposti  cinque odori su dei tamponi: il proprio odore, 1 di un familiare, 1 di una persona sconosciuta, 1 di un cane conosciuto e infine 1 di un cane sconosciuto.

Indovinate quale odore ha scatenato maggiormente l’attivazione dell’area del cervello associata alle aspettative positive? Esatto, quello del proprio amico umano!

Tutto questo significa che i cani, oltre a saper riconoscere l’odore dell’ umano, riescono ad associare positività ed inoltre l’odore rimane bene impresso nella loro memoria. Al secondo posto nella recettività degli odori, troviamo quello del cane a loro familiare. Questa scoperta potrebbe rivelarsi utile per selezionare i cani guida o da terapia.

“E’ sempre difficile dimostrare che un animale provi qualcosa di simile a un’emozione umana di fronte agli scettici, ma io penso che sia così” Berns

Vivere a 6 zampe!

Giada al Java Cafè di Bologna

La mia amica a 4 zampe si chiama Giada, 7 anni di vita felice insieme a lei! Gli amici a 4 zampe sono presenze importanti, fonte di felicità e benessere nella nostra vita.   Il 92% delle persone che vivono con un animale da compagnia ritiene di non poterne più fare a meno. E’ parte della famiglia ed è considerato il proprio migliore amico. Chi vive con il cane ha il desiderio e la necessità di trascorrere il tempo libero con lui. Per questo chi, come me ha un cane conduce una vita a 6 zampe. Portiamo sempre con noi il nostro cane!