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Dal dentista con il mio cane!

Intervista a Francesca Barbato, dentista che consente ai pazienti di essere accompagnati dal proprio cane in studio durante la seduta.

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Ciao a tutti sono Francesca Barbato e sono un medico odontoiatra di Genova. Perchè fare la dentista? Perchè è sempre stato il mio grande sogno da quando avevo solo due anni e come si sa nella vita, se vuoi veramente una cosa con tutto il cuore, quella cosa finisce che la ottieni. Sarà perchè come diceva Coelho, quando vuoi ardentemente qualcosa tutto l’Universo cospira affinchè tu lo abbia!

DA QUANTO TEMPO SVOLGI QUESTA PROFESSIONE, QUANDO E PERCHE’ HAI AVUTO L’IDEA DI PERMETTERE AI TUOI CLIENTI DI ESSERE ACCOMPAGNATI DAL PROPRIO AMICO A 4 ZAMPE?

Mi sono laureata due anni fa, perchè prima ho svolto gli studi di medicina, e da subito ho pensato che la pet teraphy sia una delle forme migliori di “terapia” appunto a sostegno di grandi e piccini. Io sono un medico “alternativo”, nel senso che mi occupo anche di medicina omeopatica, che utilizzo anche metodi di medicina non convenzionale, convinta che in natura ci sia tutto il necessario per curarci, e allo stesso modo sono convinta che un cane, soprattutto, possa sostenere i pazienti nel momento del bisogno.

COME VIENE GESTITA LA SEDUTA A SEI ZAMPE?

Beh di solito i bambini si fanno accompagnare dai propri amici a quattro zampe, e di solito questi ultimi, senza il minimo suggerimento, si posizionano al di sotto della poltrona odontoiatria e appoggiano il loro muso sul ventre del paziente. E già si crea una magnifica sintonia.

HAI AVUTO UN INCREMENTO DELLA TUA CLIENTELA? HAI AVUTO CRITICHE DA CHI MAGARI NON CONDIVIDE QUESTA TUA INIZIATIVA?

Incrementi di clientela no, ma perchè non ho fatto molta pubblicità, visto che tanti ancora storcono il naso a queste iniziative, però devo dire che di critiche non ne ho mai avute. L’importante credo che sia avere uno studio assolutamente pulito, e che questo venga pulito e disinfettato ogni volta che entra ed esce un paziente dalla stanza, cosa che viene fatta anche quando non c’è l’accompagnamento dei cani. L’igiene deve esserci sempre e comunque, e poi tutto può essere fatto senza problema alcuno.

SO CHE TI OCCUPI ANCHE DI ODONTOIATRIA PEDIATRICA…I BAMBINI SPESSO SONO TERRORIZZATI DAL DENTISTA, I BAMBINI VENGONO PIU’ VOLENTIERI SE ACCOMPAGNATI DAL LORO AMICHETTO A 4 ZAMPE?

Certamente si, i bambini anche più restii a farsi curare dal dentista, hanno avuto evoluzioni positivissime nel momento in cui sono stati accompagnati dal loro cagnolino o cagnolone, ovviamente non c’è limite di età e grandezza per i propri amici a 4 zampe.

POSSONO VENIRE PAZIENTI ANCHE CON GATTI?

Il gatto è un animale particolare, a differenza del cane infatti è meno prevedibile nelle sue azioni, quindi può saltare da una parte all’altra, rischiando anche di fare male al padrone, quindi di solito le sedute vengono fatte con ogni tipo di animale domestico, ma non mi è mai stato chiesto di farsi accompagnare da alcun gatto!

Grazie Francesca per la tua disponibilità e  vuoi lasciare i tuoi riferimenti se qualcuno desidera contattarti?

francescab2Grazie a te e per chi mi volesse contattare:

Via G.B. D’Albertis 4/B Genova, telefono 0107983374 o per urgenze 3471401601

pagina facebook: www.facebook.com/ladentistadeibambini/

Foto: in alto Francesca con Baby 15 anni, dolcissima è la mamma cagnolina di tutti; con Max, l’unico rappresentante maschile presente nella formazione dello Studio, è il cagnone del suo fidanzato, ed è fantastico con tutti! e qui accanto con Margot, la più vivace di tutti, di neanche un anno, quindi è un terremoto 🙂

Intervista di Francesca Di Donna

I cani capiscono le nostre emozioni

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I CANI CAPISCONO LE NOSTRE EMOZIONI

I cani capiscono le nostre emozioni? Esperti di comportamento animale e psicologi delle università di Lincoln (in Gran Bretagna) e San Paolo, in Brasile, hanno mostrato a 17 cani coppie di immagini: da un lato una persona felice, dall’altro arrabbiata e immagini di altri cani dall’espressione contenta o aggressiva. Poi hanno fatto ascoltare loro una frase pronunciata in tono dolce o irritato ed un’abbaiata di benvenuto e una decisamente meno amichevole.
La maggior parte dei cani ha reagito dimostrando che sono dotati di «una categorizzazione interiore dei diversi stati emotivi».
I nostri amici 4 zampe capiscono di che umore siamo.
Ma il nostro stato d’animo influenza il loro? Per ora, sappiamo al di là di ogni dubbio, che i cani ci mettono di buonumore e hanno un effetto anti-stress. Ci sono alcune razze che sono più sensibili di altre, ma comunque tutte percepiscono il nostro umore. Nei momenti in cui stiamo con lui dobbiamo esserci con lo spirito e con la mente. Se abbiamo un’atteggiamento nervoso o preoccupato influirà negativamente sulle reazioni del cane, rendendolo meno incline ad ascoltarci o reattivo nei confronti di chi  si avvicina.

fonte: web

a cura di Federica Ragni

In ufficio con il mio cane

cane in ufficio

In ufficio con il mio cane

Sono fortunata perché Giada può venire spesso con me in ufficio! Ma ancora in tanti uffici non è possibile portare con sé il proprio amico a 4 zampe oppure è possibile portarlo ma in maniera non ufficiale. Secondo gli ultimi studi, portare un cane in ufficio favorisce la produttività dei dipendenti, la collaborazione tra colleghi e riduce lo stress e migliora le prestazioni sul lavoro.

E allora perché non avere accanto il proprio cane in ufficio?

In ufficio con il mio cane dove è possibile? Tra le aziende americane che acconsentono l’ingresso in ufficio anche a cani e gatti vi sono Amazon e Google.

Mars Italia che ha dato il via al Pet Friendly Day: una volta la mese tutti i dipendenti dell’azienda possono portare in ufficio il proprio cane. A Torino un consigliere comunale ha proposto: andare in ufficio portando con sé anche il proprio cane, se adottato in un canile. Un’iniziativa che ha una doppia funzione: svuotare i canili ed  andare incontro a chi vorrebbe adottare un cane, ma rimane indeciso per paura di doverlo lasciare da solo in casa quando è in ufficio. La sede milanese di Google ha aperto le porte alla possibilità di portare in ufficio il proprio cane. I cani sono ammessi in ufficio anche alla Nintendo Italia. L’azienda, in particolare, ha lanciato i cosiddetti “Pet Friday” ossia i venerdì aperti ai cani in cui tutti i dipendenti possono portare con sé il proprio animale domestico. E anche Purina, l’azienda che produce alimenti per animali, da qualche anno ha avviato Pets@work, l’iniziativa che valorizza la relazione fra persone e animali domestici anche sul posto di lavoro. Agli ospiti a quattro zampe è stata dedicata anche la costruzione di una piccola area tutta per loro. Anche l’azienda di Elisabetta Franchi  ha aperto le porte della sua azienda ai cani dei dipendenti. Grazie al progetto “Dog Hospitality”, tutti i dipendenti possono portare con sé al lavoro il proprio cane.

Mi auguro che sempre più aziende capiscano l’importanza per le persone di portare in ufficio il proprio cane e riescano a coglierne il vantaggio produttivo che potrebbe scaturire dalla serenità dei propri dipendenti.

a cura di Federica Ragni

Il nostro odore emoziona il cane

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Il nostro odore emoziona il cane

Vi è mai capitato che il vostro cane vada a sdraiarsi su un vostro indumento? A me succede sempre con Giada, non faccio in tempo a lasciare qualcosa di mio sul letto o sulla poltrona che lei ci va subito sopra.

Il perché è spiegato in un articolo che ho letto su Nathional Geographic: “quando un cane sente l’odore delle persone cui è particolarmente legato, nel suo cervello si attivano le zone dedicate alla percezione del piacere. È quanto afferma uno studio di brain-imaging pubblicato su Behavioural Processes. Secondo Gregory Berns, neuroeconomista della Emory University di Atlanta che ha guidato lo studio, la sensazione che prova l’amico a 4 zampe all’odore dell’ amico umano sarebbe simile a quella di un innamorato che reagisce al profumo della persona amata”. Lo studioso per giungere a questa conclusione ha attuato degli esperimenti, non invasivi, che gli hanno consentito di registrare le attività delle cellule nervose del cervello. Uno studio che è durato tre anni in cui Berns si è concentrato su quelle aree del cervello canino più simili ad alcune del nostro cervello, come ad esempio quelle associate ai meccanismi di azione-ricompensa. Ai  dodici cani, protagonisti dell’esperimento, sono stati sottoposti  cinque odori su dei tamponi: il proprio odore, 1 di un familiare, 1 di una persona sconosciuta, 1 di un cane conosciuto e infine 1 di un cane sconosciuto.

Indovinate quale odore ha scatenato maggiormente l’attivazione dell’area del cervello associata alle aspettative positive? Esatto, quello del proprio amico umano!

Tutto questo significa che i cani, oltre a saper riconoscere l’odore dell’ umano, riescono ad associare positività ed inoltre l’odore rimane bene impresso nella loro memoria. Al secondo posto nella recettività degli odori, troviamo quello del cane a loro familiare. Questa scoperta potrebbe rivelarsi utile per selezionare i cani guida o da terapia.

“E’ sempre difficile dimostrare che un animale provi qualcosa di simile a un’emozione umana di fronte agli scettici, ma io penso che sia così” Berns